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Storia della biblioteca

LA STORIA DELLA BIBLIOTECA

Biblioteca Comunale “Santa Maria la Nuova” di Monreale
Tra eredità monastica e cultura contemporanea

Nel cuore del centro storico di Monreale, accanto all’imponente complesso del Duomo normanno, sorge la Biblioteca Comunale “Santa Maria la Nuova”, una delle istituzioni culturali più antiche e significative della Sicilia occidentale. La sua storia si intreccia intimamente con quella del celebre monastero benedettino fondato nel XII secolo da Guglielmo II d’Altavilla, detto “il Buono”, che volle fare di Monreale un centro di fede e di sapere, alla pari delle grandi abbazie europee.

Le origini e la formazione della biblioteca

Fin dalla sua fondazione, il Monastero di Santa Maria la Nuova fu non solo luogo di preghiera ma anche di studio e trasmissione del sapere. I monaci provenienti dall’Abbazia di Cava dei Tirreni portarono con sé un’importante tradizione scrittoria, avviando uno scriptorium in cui venivano copiati, miniati e custoditi testi sacri, opere teologiche e trattati di filosofia e scienze naturali.

Tra il XIII e il XV secolo la biblioteca monastica si arricchì progressivamente grazie alle donazioni di prelati, studiosi e benefattori. Molti codici in pergamena, ancora oggi conservati nel fondo antico, testimoniano la varietà di interessi e l’alto livello culturale raggiunto dalla comunità monastica di Monreale.

Con le leggi di soppressione degli ordini religiosi emanate dal Regno d’Italia nel 1866, il patrimonio librario dei monasteri venne confiscato e trasferito alla gestione civile. Fu così che la biblioteca del monastero passò sotto l’amministrazione del Comune di Monreale, diventando ufficialmente Biblioteca Comunale “Santa Maria la Nuova” nel 1877.
Questo passaggio segnò la nascita di una nuova istituzione laica, destinata a custodire il sapere antico e a metterlo a disposizione dei cittadini.

Il Fondo Antico: un tesoro di memoria e bellezza

Il Fondo Antico della Biblioteca “Santa Maria la Nuova” rappresenta una delle raccolte librarie più ricche della provincia di Palermo. Conta oltre diecimila volumi, comprendenti incunaboli, cinquecentine, manoscritti miniati e testi rari dei secoli XVI-XVIII.
Molti di questi volumi conservano ancora le legature originali in cuoio con fregi dorati e borchie metalliche, testimonianze della perizia artigiana dei monaci amanuensi e dei rilegatori siciliani del Rinascimento.

Il fondo è arricchito inoltre da donazioni private avvenute tra XIX e XX secolo, tra cui quelle dello scrittore Giovanni Maria Comandè e del professore Giuseppe Polizzi, studiosi monrealesi che contribuirono a rafforzare la collezione con opere di letteratura, storia locale e diritto ecclesiastico.

L’antica sala di consultazione, all’interno del complesso monastico, conserva ancora oggi l’atmosfera originaria: scaffalature lignee intagliate, volte a crociera, luce naturale filtrata da piccole finestre — un luogo di studio e di silenzio, dove il tempo sembra sospeso tra passato e presente.

Nel 2023, un importante progetto di restauro librario ha riportato all’antico splendore quattro volumi a stampa del XVIII secolo, danneggiati dal tempo e dall’umidità: un segno tangibile della continua attenzione verso la conservazione e la valorizzazione di questo patrimonio.

Il Fondo Moderno: cultura e comunità

Accanto alla sezione storica, la biblioteca custodisce un Fondo Moderno, cuore pulsante della vita culturale cittadina.

Trasferito nella sede dell’ex Ospedale di Santa Caterina in Corso Pietro Novelli 5, il fondo moderno comprende migliaia di opere di narrativa, saggistica, storia, filosofia, arte, scienze, fumetti e letteratura per ragazzi.
L’obiettivo è quello di promuovere la lettura pubblica, l’educazione permanente e la partecipazione culturale.

La biblioteca si distingue per la sua apertura alla cittadinanza: il Comune di Monreale, infatti, invita periodicamente i lettori a partecipare alla selezione dei nuovi libri da acquistare, in un esempio virtuoso di biblioteca partecipata.
Inoltre, vengono regolarmente organizzati laboratori di lettura per bambini, gruppi di lettura per adulti, mostre tematiche e incontri con autori, consolidando il ruolo della biblioteca come centro di aggregazione culturale e sociale.

Il fondo moderno si aggiorna costantemente con nuove pubblicazioni e collabora con le scuole del territorio, offrendo attività didattiche e percorsi di avvicinamento alla lettura.

Un ponte tra passato e futuro

Oggi la Biblioteca Comunale “Santa Maria la Nuova” rappresenta un raro esempio di equilibrio tra memoria storica e innovazione culturale.
Il fondo antico custodisce la voce dei secoli — il pensiero monastico, la scienza medievale, la sapienza rinascimentale — mentre il fondo moderno apre le porte al presente e al futuro, al dialogo, alla formazione, alla cittadinanza attiva.

La sua doppia anima, antica e contemporanea, rende la biblioteca di Monreale un luogo simbolico di continuità, dove il sapere non è semplice eredità, ma strumento vivo di crescita collettiva.

Come il Duomo che la sovrasta, la Biblioteca “Santa Maria la Nuova” è testimonianza della bellezza duratura della cultura: un monastero di libri che continua a parlare, secoli dopo, con la stessa voce chiara e luminosa di chi l’ha fondata.